
Scheda pratica
- Attivitàtrekking
- Distanza2.8 km
- Dislivello155 m
- Durata1 h
- Difficoltàbassa, andata_ritorno
Da sapere
- Sentieri non segnalati
- no acqua
- pericolante
Santa Maria del Caso a Torreorsina: un monastero nascosto nella Valnerina
Nel cuore della Valnerina, tra i fitti boschi, si trovano i resti del monastero di Santa Maria del Caso a Torreorsina. Questo antico complesso sorge su un crinale disabitato, proprio di fronte al castello di Torre Orsina.
Origini e storia del monastero
Le origini di Santa Maria del Caso a Torreorsina sono probabilmente longobarde. Il nome “Caso” potrebbe derivare da “casco”, termine che indica uno sperone roccioso da cui scorre l’acqua. Questa ipotesi trova conferma nella presenza di una sorgente attiva, oggi canalizzata, situata sopra una terrazza naturale di calcare.
Nel 1252, il vescovo concesse il monastero alle Povere Donne di San Damiano. In seguito, la chiesa passò sotto l’abbazia di Farfa, come riportato nel Codice Pelosius del Trecento. Tra le figure storiche legate al monastero spicca Frate Illuminato dell’Arce, uno dei primi seguaci di San Francesco e personaggio citato nella Divina Commedia di Dante.
Come raggiungere i resti del monastero
Per arrivare al monastero, si attraversa un sentiero immerso nel bosco. Seguendo un antico muro di cinta ormai crollato, si raggiunge una fonte, probabilmente situata all’ingresso originario. Proseguendo, si arriva a uno spiazzo panoramico che si affaccia sul castello di Torre Orsina.
Architettura e stato attuale
La chiesa, situata al centro dello spiazzo, presenta una facciata con volta a botte e una piccola finestra. La struttura è stata probabilmente accorciata a causa di crolli. Esternamente, si notano contrafforti aggiunti per stabilizzare l’edificio. La volta a botte, realizzata con blocchi di pietra sponga, crollò all’inizio del XX secolo.
All’interno si trovano tracce di affreschi, in particolare nell’abside. Sulle pareti si notano nicchie e finestre, mentre una croce incisa tra i conci indica il punto in cui un tempo si trovava un crocifisso ligneo, ricordato dalla tradizione locale.
I resti del monastero
Dietro la chiesa, si trovano i resti del monastero. Due locali con volta a botte sono ancora ben conservati. Tra la vegetazione si individuano mura, canali e altri manufatti di difficile interpretazione. Alla base dello sperone roccioso si trovano quattro antri scavati nella roccia, probabilmente utilizzati per la conservazione degli alimenti.
Un patrimonio da riscoprire
Santa Maria del Caso a Torreorsina è un luogo ricco di storia e fascino. Nonostante il suo stato di abbandono, conserva ancora testimonianze uniche del passato. Un sito da esplorare per chi ama la natura, la storia e l’archeologia.
Il sentiero per Santa Maria del Caso
Nel fitto bosco della Valnerina, su un crinale del monte ora disabitato, si trovano i resti della Rocca Accarina e del monastero di Santa Maria del Caso. Questo antico convento benedettino, fondato probabilmente dai duchi longobardi nel VI-VII secolo, fu uno dei primi siti del monachesimo femminile nel territorio di Spoleto. Nel 1252, sotto la guida della badessa Augusta, figlia di Accarino, divenne parte delle proprietà dell’abbazia di Farfa. L’abbazia, situata di fronte a Torre Orsina, è menzionata nel Codice Pelosius del Trecento. Nonostante l’abbandono, restano visibili la chiesa con la sua facciata e l’abside, oltre a parti del monastero.



