
Scheda pratica
- Attivitàtrekking
- Distanza2.2 km
- Dislivello83 m
- Durata45 min
- Difficoltàbassa, andata_ritorno
Da sapere
- Pannelli Turistici
- Acqua Potabile
Il borgo di San Mamiliano e la chiesa di San Biagio
Il borgo è cresciuto intorno a un antico monastero benedettino, oggi non più individuabile, che fu un importante centro religioso e culturale della zona. Nel corso dei secoli San Mamiliano ha vissuto diverse vicende storiche, tra cui le incursioni saracene e le contese tra le signorie locali.
Oggi San Mamiliano conserva ancora il fascino del passato, con le stradine strette e acciottolate, le case in pietra e le antiche chiese. Il borgo è immerso nel verde della Valnerina, con panorami mozzafiato e un’atmosfera di grande tranquillità; la comunità è piccola ma accogliente e mantiene vive le tradizioni del luogo.
Da qui passava un’importante strada, ancora oggi percorribile, che porta a Spoleto attraverso il valico della Somma.
Entrando dalla porta principale, un’unica via si snoda tra le case fino alla chiesa di San Biagio, nella parte più alta del castello. Sotto grandi archi di fondazione si vede ancora il selciato originale, fatto di ciottoli levigati di fiume.
San Biagio ha l’abside ricavata nella torre del castello, e il campanile è la torre più alta della rocca. Il dipinto di Jacopo Siculo, restaurato alcuni anni fa, ha rischiato di essere trasferito a Spoleto: si racconta che una residente, preoccupata che l’opera non tornasse più, insistette con successo perché il restauro avvenisse all’interno della chiesa. Una ragione in più per visitarla.
Un altro luogo notevole è la piazza, oggi dedicata a Jacopo Siculo. Sotto un grande arco si trovano i resti di una fontana e, nel pozzo al centro della piazza, un basamento scolpito con una colonna che porta le insegne di Ferentillo con la testa di un moro, simbolo della resistenza contro le invasioni saracene.
Trekking San Mamiliano - Ruderi convento San Giovanni
Uscendo dalla cinta muraria e lasciandosi alle spalle l’abside di San Biagio, si imbocca una strada in salita. Proseguendo si raggiunge una casetta abbandonata sulla sinistra, vicino a una curva a destra; da lì un sentiero nel bosco porta al convento di San Giovanni. Nato come eremo, ne restano poche tracce: la chiesa e alcuni muri perimetrali del complesso monastico. Attenzione: tra gli alberi c’è anche un pozzo non recintato.



