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San Mamiliano

Descrizione

Il borgo è cresciuto intorno a un antico monastero benedettino oggi non individuabile, che è stato un importante centro religioso e culturale della zona. Durante i secoli, San Mamiliano ha vissuto diverse vicissitudini storiche, tra cui le incursioni saracene e le dispute tra signorie locali.

Oggi, San Mamiliano conserva ancora il fascino del passato, con le sue stradine strette e acciottolate, le case in pietra e le antiche chiese. Il borgo è immerso nel verde della Valnerina, offrendo panorami mozzafiato e un’atmosfera di tranquillità. La comunità locale è piccola ma accogliente, mantenendo vive le tradizioni del luogo.

Da qui passava una importante strada, ancora oggi percorribile, che conduce a Spoleto passando per il valico della somma.

Entrando dalla porta principale, una sola via si snoda tra le case di San Mamiliano fino alla chiesa di S. Biagio, situata nella parte più alta del castello.

Sotto grandi archi di fondazione, si può ancora vedere il selciato originale con ciottoli levigati di fiume.

S. Biagio è una chiesa con l’abside ricavato nella torre del castello e il campanile che è la torre più alta della rocca. Il dipinto di Jacopo Siculo, restaurato alcuni anni fa, ha rischiato di essere trasferito a Spoleto. Si racconta che una residente del paese, preoccupata che l’opera non tornasse, insistette con successo affinché il restauro avvenisse all’interno della chiesa che merita quindi una visita.

Un altro luogo notevole è la piazza, oggi dedicata a Jacopo Siculo. Sotto un grande arco si trovano i resti di una fontana e, nel pozzo al centro della piazza, un basamento scolpito con una colonna che porta le insegne di Ferentillo con la testa di un moro. Questo simbolo rappresenta la resistenza contro le invasioni saracene.

Trekking San Mamiliano - Ruderi convento San. Giovanni

Total distance: 1076 m
Max elevation: 659 m
Min elevation: 573 m
Total climbing: 4 m

Uscendo dalla cinta muraria e lasciando alle spalle l’abside della chiesa di S. Biagio, si trova una strada in salita. Proseguendo, si raggiunge una casetta abbandonata sulla sinistra, vicino a una curva a destra. Seguendo il sentiero nel bosco, si arriva al convento di S. Giovanni. Nato come eremo, ne rimangono poche tracce, tra cui la chiesa e alcuni muri perimetrali del complesso monastico. Nascosto tra gli alberi, c’è anche un pozzo non recintato.