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Rocca Sant’Angelo

Costruita probabilmente nel XII secolo, la fortificazione serviva come punto di avvistamento e difesa per il controllo del piano delle Marmore e della Cascata, territorio da sempre conteso tra Rieti e Terni per la gestione del casco dell’acqua. La rocca faceva parte di un sistema di difesa più ampio, che includeva altre torri e castelli disseminati lungo la Valnerina, mirato a proteggere le vie di comunicazione e i territori circostanti.

Nel corso dei secoli, la Rocca Sant’Angelo passò sotto il controllo di diverse famiglie nobili, tra cui i Varano e i Trinci, che ne mantennero la proprietà fino all’epoca rinascimentale. Durante questo periodo, la rocca fu più volte contesa e subì numerosi assedi e rimaneggiamenti, che ne modificarono l’aspetto originario.

La rocca di Papigno è un esempio di architettura longobarda che presenta il mastio pentagonale, come si può rscontrare in altre rocche costruite dal Ducato di Spoleto. Altri esempi di torri simili li troviamo a Pieduluco, Ferentillo fino ad arrivare a Campello sul clitunno. Nelle vicinanze della rocca sono state individuate testimonianze più antiche, una necropoli e oggetti risalenti all’età della pietra. Effettivamente incastonati nei ruderi della rocca sembrano esserci coppi e conci di fattura romana.

Da notare che i muri a sacco in rovina, dove hanno perso il loro strato più esterno, mostrano dei profondi fori circolari, archeologi riferiscono che probabilmente questi fori altro non sono che il calco dei tronchi utilizzati per armonizzare la struttura, un rudimentale sistema antisismico. Queste caratteristiche la rendono un luogo interessante sia dal punto di vista architettonico che storico, e meriterebbe una maggiore attenzione e conservazione per le future generazioni.

Sul bellissimo sito archeologiaindustriale.org Si trova scritto che nel 1927 proprio sulla rocca venne costruita una cappella per commemorare i caduti del cantiere di Galleto.

Purtroppo dagli attuali resti non rimane niente di questa opera, ne la cappella ne la croce o la fiaccola che venne posta in cima alla torre.

La tradizione popolare sostiene che la rocca venne abbattuta e fatta esplodere perchè utilizzata durante la seconda guerra mondiale come punto di riferimento dagli aerei per i bombardamenti della città.

Di fatto la rocca è in uno stato di forte erosione ed è destinata a scomparire nonostante la sua grande importanza storica.

Descrizione

Trekking

Total distance: 4512 m
Max elevation: 602 m
Min elevation: 378 m
Total climbing: 251 m

Arrivando a Marmore da Terni, prendete la prima via a destra subito dopo le prime case (il vocabolo è Rancio). Parcheggiate la vostra auto o moto presso il piccolo parcheggio sulla destra accanto a un edificio abbandonato.

A piedi, prendete la strada bianca sulla destra e poi mantenete la sinistra imboccando un sentiero più stretto. Il resto del sentiero è facile da trovare: dovrete superare un cancello che non ha recinzione sulla sinistra. Poco dopo il cancello, continuando a salire, arriverete a una radura da cui potrete sentire il rumore del poligono di tiro, un po’ fastidioso.

Sulla sinistra, il sentiero continua sulla sommità della rupe, giungendo alla cima della Sgugrola. Da qui sarete in un punto panoramico che vi permetterà di vedere la Conca Ternana.

Il sentiero che conduce alla cima di Monte Sant’Angelo, attraversa prima una zona boschiva e poi giunge alle antenne. Se si desidera esplorare i resti della rocca, è possibile farlo deviando dal sentiero e addentrandosi nel bosco, verso Terni.

Tuttavia, la salita o la discesa alla cima può essere effettuata anche tramite la strada asfaltata che parte dalla centrale delle antenne e porta verso Miranda. Attenzione, però, la strada è chiusa da un cancello in ferro vicino al bivio per Miranda.