Rocca Sant’Angelo: passeggiando sopra a Marmore

Rocca Sant'Angelo, dimenticato simbolo della città

Una piacevole passeggiata breve e poco impegnativa con una magnifica vista come premio finale.

Contesa tra Rieti e Terni, ha assistito a molte battaglie per il controllo delle acque della cascata. La sua posizione tra la conca di Terni, la Valnerina e Rieti, la rende visibile da qualsiasi parte del territorio. Nonostante abbia servito la città, oggi è un ruderi destinato a sparire presto.

Passeggiata salendo verso la cima di monte S. Angelo

Arrivando a Marmore da Terni, prendete la prima via a destra subito dopo le prime case (il vocabolo è Rancio). Parcheggiate la vostra auto o moto presso il piccolo parcheggio sulla destra accanto a un edificio abbandonato.

A piedi, prendete la strada bianca sulla destra e poi mantenete la sinistra imboccando un sentiero più stretto. Il resto del sentiero è facile da trovare: dovrete superare un cancello che non ha recinzione sulla sinistra. Poco dopo il cancello, continuando a salire, arriverete a una radura da cui potrete sentire il rumore del poligono di tiro, un po’ fastidioso.

Sulla sinistra, il sentiero continua sulla sommità della rupe, giungendo alla cima della Sgugrola. Da qui sarete in un punto panoramico che vi permetterà di vedere la Conca Ternana.

La torre, che un tempo era un luogo importante, oggi si regge per miracolo e sembra essere vicina al giorno in cui sparirà per sempre dalla vista dei cittadini di Terni. Non è un segreto che la sua struttura sia precaria e che sia stato dichiarato uno dei ruderi più pericolanti della zona. Era un luogo di grande importanza fino a poco tempo prima della guerra, ma oggi i suoi giorni sono contati.

Arrivati, ma la rocca è nascosta nel bosco

Il sentiero che conduce alla cima di Monte Sant’Angelo, attraversa prima una zona boschiva e poi giunge alle antenne. Se si desidera esplorare i resti della rocca, è possibile farlo deviando dal sentiero e addentrandosi nel bosco, verso Terni.

Tuttavia, la salita o la discesa alla cima può essere effettuata anche tramite la strada asfaltata che parte dalla centrale delle antenne e porta verso Miranda. Attenzione, però, la strada è chiusa da un cancello in ferro vicino al bivio per Miranda.

La posizione privilegiata di Papigno con lo sfondo del Passo della Sgurgola e la rocca in cima al monte con le sue due torri intatte (circa 1700) rendono questo panorama veramente mozzafiato. Spero che questo luogo continui a essere preservato e apprezzato per le sue bellezze naturali e storiche.

Com'era la rocca

La rocca di Papigno è un esempio di architettura medievale che unisce il mastio pentagonale a quelle del primo nucleo del Ducato di Spoleto, compresi i territori di Ferentillo e Campello sul Clitunno. Potrebbe essere stata influenzata dalla tecnica di costruzione dei longobardi, che avevano conquistato gran parte della penisola prima dell’arrivo di Carlo Magno. Nelle vicinanze della rocca sono stati ritrovati una necropoli e oggetti risalenti all’età della pietra, e sembrano esserci anche tracce di un edificio di epoca romana incastonato in un muro.

I muri in rovina mostrano dei profondi fori circolari, che probabilmente erano i calchi di tronchi utilizzati come sistema antisismico per dare elasticità alla struttura. Queste caratteristiche la rendono un luogo interessante sia dal punto di vista architettonico che storico, e meriterebbe una maggiore attenzione e conservazione per le future generazioni.

Alcuni studi e i resti ancora visibili, ci permettono di ipotizzare come si presentava la rocca nel medioevo.

Ipotesi ricostruttiva

Grazie ad un lavoro in fase di sviluppo con Jok Produzioni, ci siamo divertiti ad ipotizzare come doveva essere la rocca nel suo momento di maggiore espansione.

Sul bellissimo sito archeologiaindustriale.org Si trova scritto che nel 1927 proprio sulla rocca venne costruita una cappella per commemorare i caduti del cantiere di Galleto.

Purtroppo dagli attuali resti non rimane niente di questa opera, ne la cappella ne la croce o la fiaccola che venne posta in cima alla torre.

A Terni ho sentito molto spesso dire che la rocca venne abbattuta e fatta esplodere perchè utilizzata durante la seconda guerra mondiale come punto di riferimento dagli aerei per i bombardamenti della città.

Di fatto la rocca è destinata a scomparire nonostante la sua grande importanza storica.

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