Sant’Egidio, Castellonalto

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Portale in pietra dell'eremo di Sant'Egidio, Castellonalto

Scheda pratica

Da sapere

L'eremo nascosto di Castellonalto

Sant’Egidio è l’eremo di Castellonalto, un luogo sperduto e affascinante di cui rimangono solo pochi ruderi e qualche traccia di affresco.

Alla ricerca dell’eremo di Sant’Egidio

La prima volta che ho sentito parlare dell’eremo di Sant’Egidio è stato durante la sagra estiva di Castellonalto. Alcuni anziani del paese, gli ultimi abitanti rimasti tutto l’anno, mi hanno indicato a parole e gesti l’ubicazione dell’eremo. Mi raccontano che da ragazzi, quando Castellonalto era ancora popolato, il 1° settembre si ritrovavano a Sant’Egidio per una giornata di festa e convivialità. Ma con il tempo, molti di loro sono emigrati all’estero o nelle grandi città, e quando hanno fatto ritorno al loro paese, hanno trovato l’eremo dimenticato, abbandonato e in rovina.

La prima esplorazione: un cammino interrotto

Decido di partire da solo per la mia prima esplorazione. Intuisco che attraversando un campo dietro la fonte, appena fuori dal paese, posso avvicinarmi alla forra su cui si affaccia Castellonalto. Da lì inizio a scendere, affrontando un pendio ripido ma superabile. Il paesaggio è spettacolare: trovo un passaggio naturale tra le rocce, un sentiero suggestivo che mi conduce al fondo del canalone, dove l’acqua è scarsa e facile da attraversare.

Ora so di dover risalire, ma nonostante i miei sforzi, non riesco a trovare l’eremo. Dopo vari tentativi, mi arrendo: Sant’Egidio rimane nascosto.

Altri tentativi fino alla scoperta

Torno qualche mese dopo, questa volta in compagnia. Ripercorriamo la stessa strada che ormai conosco bene, ma con un’informazione in più: la sorgente vicino all’eremo è stata intubata, quindi ci basterà seguire il tubo nero per raggiungerlo.

Troviamo il tubo, individuiamo un passaggio con una vecchia corda da arrampicata, ma anche questa volta l’eremo non si lascia scoprire.

Alla terza visita, qualcosa è cambiato. Qualcuno ha segnato il sentiero con punti rossi sulla roccia e mi basta seguirli per arrivare finalmente alla meta. L’eremo è nascosto dietro uno sperone roccioso, completamente invisibile fino a pochi passi dall’ingresso.

Sant’Egidio è l’eremo di Castellonalto, ma la sua posizione isolata e difficile da raggiungere ha scoraggiato i pochi abitanti dal mantenerlo. Con il tempo, il piccolo santuario è diventato un rudere pericolante. Gli anziani del paese ricordano ancora la processione del 1° settembre, la chiesetta e gli affreschi ormai perduti.

Un luogo di storia e mistero

Il sentiero per Sant’Egidio è affascinante e variegato. L’eremo, immerso nella natura, ha un’atmosfera sospesa nel tempo, quasi mistica. La salita finale è impegnativa, tra rocce e passaggi irregolari, ma una volta arrivati la fatica è ripagata.

L’edificio mostra tre fasi di costruzione. L’abside è la parte più antica, con un tetto a capanna in pietra squadrata, poi sostituito da un tetto a spiovente. La chiave di volta della porta d’ingresso è particolare, decorata con un disegno a tao. Dietro l’abside, una piccola stanza è ancora sostenuta da una volta a botte.

Sopra l’eremo, esplorando la zona boschiva, si trovano resti di cisterne e strutture semicircolari. Negli eremi più antichi della Valnerina, queste cisterne erano poste sopra la chiesa per raccogliere l’acqua e riprodurre il fenomeno della stilla, il gocciolare continuo legato al culto di San Michele, un’usanza che affonda le radici in antichi riti pagani.

Un patrimonio da salvare

Oggi, le radici degli alberi stanno lentamente distruggendo l’eremo. Basterebbe una potatura periodica per preservarlo almeno nelle condizioni attuali. Sant’Egidio, con il suo fascino segreto e il suo valore storico, merita di essere salvato prima che scompaia definitivamente.

Il complesso è molto pericolante: rispettatelo, non alterate il suo fragile equilibrio e fate attenzione se entrate nei vari ambienti.

Trekking Castellonalto - Eremo Sant'Egidio

Un sentiero tra la sacralità della natura

Il cammino verso l’eremo di Sant’Egidio non è sempre evidente. Non esiste un unico percorso, ma diverse varianti possibili, ognuna con le proprie caratteristiche. In alcuni punti, il sentiero è ben tracciato, mentre in altri si può scegliere tra diverse opzioni per proseguire.

L’inizio del sentiero si trova oltre un campo coltivato, accessibile attraverso un cancello in legno. Da qui, si comincia a scendere gradualmente verso il fondo della valle.

A seconda del periodo dell’anno, può essere necessario attraversare un torrente. Solitamente l’acqua non supera poche decine di centimetri di profondità e, con un po’ di attenzione, si può attraversare senza bagnarsi, cercando i punti giusti tra le rocce. Tuttavia, il passaggio dipende dalle stagioni e dalle condizioni del flusso d’acqua.

Passaggi obbligati e tratti attrezzati

Lungo il percorso ci sono alcuni tratti obbligati che rendono il cammino più avventuroso. Tra questi, il suggestivo attraversamento di una spaccatura nella roccia e un altro punto in cui si deve affrontare una salita aiutandosi con una vecchia corda fissata alla roccia.

L’ultimo tratto si snoda su rocce non particolarmente ripide, ma prive di un vero e proprio sentiero. L’unico riferimento è rappresentato da piccoli punti rossi spruzzati con lo spray sulla pietra, che guidano fino alla meta.

Una delle particolarità più affascinanti di questo percorso è che l’eremo rimane nascosto fino alla fine. Solo negli ultimi metri, superata l’ultima curva tra le rocce, appare all’improvviso, protetto dallo sperone su cui è costruito. Questo dettaglio rende l’esperienza ancora più emozionante, trasformando l’arrivo in una vera scoperta.
Un cammino immerso nell’ombra del bosco

Tranne per pochi tratti esposti, il sentiero è completamente ombreggiato, offrendo un percorso fresco e immerso nella natura. Questo lo rende ideale anche nelle stagioni più calde, permettendo di godere appieno della bellezza selvaggia della valle.

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