Civitella e Monte San Vito

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Civitella e Monte San Vito

Due castelli affacciati sulla Valnerina

Da Ceselli, guardando verso la Valnerina, noto due castelli dall’aspetto autenticamente medievale. Si tratta di Civitella, più in basso, e Monte San Vito.

La voglia di esplorarli nasce spontanea. Così, in diverse giornate, mi metto in cammino e li visito entrambi. Non mi fermo lì: proseguo lungo la strada che si snoda fino a Monte Leone di Spoleto, scoprendo nuovi scorci e angoli affascinanti lungo il percorso.

Il Castello di Civitella

Arrivando dalla strada che dalla statale sale verso Civitella e poi prosegue fino a San Vito, mi trovo davanti al castello. Le sue mura originali sono sorprendentemente ben conservate, mantenendo intatta l’atmosfera medievale.

Entro attraverso un bastione che ha mantenuto quasi del tutto la sua forma originaria. All’interno, una strada principale attraversa il borgo e conduce alla porta a valle. Da qui si diramano vie secondarie. Della porta resta solo l’arco ogivale, salvato grazie all’intervento di un architetto locale, che lo trovò smontato per permettere il passaggio di un trattore.

Camminando tra le case e i palazzi, due edifici catturano subito la mia attenzione. Le loro decorazioni e i portali scolpiti rivelano uno stile più tardo, segno di trasformazioni avvenute nei secoli successivi.

Nonostante il borgo sia ben curato e abitato, noto una piazzetta nella parte alta che appare completamente abbandonata. Questo contrasto tra conservazione e degrado rende il luogo ancora più affascinante.

Proseguendo, raggiungo la chiesa dei Santi Pietro e Giovanni, risalente al XIV secolo con un bellissimo portale rinascimentale. Anche questa volta non riesco a vederne l’interno.

Monte San Vito

Il castello si distingue dagli altri della Valnerina per la sua apertura verso la strada che lo sfiora prima di proseguire in salita. Un dettaglio insolito, dato che la maggior parte dei castelli della zona è completamente chiusa nelle proprie mura.

Superate le prime case, più moderne rispetto al nucleo antico, prendo la strada a sinistra. Qui il percorso scende leggermente e mi porta davanti a una splendida fontana coperta da due arconi. Da questo punto, sotto un’architrave in cemento armato piuttosto discutibile, scorgo l’antica porta di accesso al paese.

Vicoli Stretti e la Chiesa di San Michele Arcangelo e di Santa Maria

Mi addentro nei vicoli, stretti e serrati tra loro, che lasciano spazio solo occasionalmente al panorama esterno. Poco sopra la porta d’ingresso al borgo, mi colpisce la chiesa di San Michele Arcangelo. La facciata, intonacata, lascia intravedere ben poco della sua struttura originaria, ma un dettaglio cattura subito la mia attenzione: la porta d’ingresso laterale, asimmetrica, con un doppio arco di conci squadrati. Alla base della volta interna compaiono semplici decorazioni, mentre sulla parte esterna è visibile un grazioso bassorilievo dell’Agnus Dei.

Purtroppo, non riesco a entrare. Non trovo nessuno a cui chiedere di aprire la chiesa, e rimane il rammarico di non poterla esplorare.

Fuori dal paese, lungo un interessante percorso storico, si trova la chiesa di Santa Maria. Qui passa la Strada delle Ferriere, voluta da Papa Pio IX per collegare la miniera di ferro di Monte Birbone al fondovalle e facilitare il trasporto del materiale. Un tratto che racconta un pezzo di storia industriale e che merita di essere riscoperto.

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Castello piccolo e ben conservato, si trova in un luogo naturalisticamente unico e affascinante.