
Scheda pratica
- Attivitàtrekking
- Distanza4 km
- Difficoltàbassa, andata_ritorno
Alla scoperta del Castello di Geppa
Da tempo desideravo visitare il Castello di Geppa, attratto dalla sua importanza storica e dalla maestosità che si intuisce anche solo osservandolo su Google Maps. Approfondendo la sua storia attraverso libri e siti specializzati, ho compreso il suo ruolo strategico nel passato.
Il castello fu abitato fino al terremoto dei primi anni del 1700. Pensare che, fino a qualche secolo fa, fosse ancora popolato rende ancora più impressionante il suo stato attuale: nascosto nel fitto del bosco, difficile persino da individuare.
Mentre mi avvicino alle case della “nuova” Geppa, so che sulla sinistra dovrei iniziare a vedere i resti della fortezza. In realtà, mi trovo di fronte solo a un fitto bosco, una rete e un muretto che sembra servire a contenere il terreno lungo la strada. Poi, un dettaglio cattura la mia attenzione: una feritoia difensiva, perfetta per il passaggio di una freccia, ma che rende difficile individuare il bersaglio. Ed ecco il castello. Quello che appare come un semplice muretto è in realtà la base della sua antica struttura.
L’accesso al Castello di Geppa
Proseguendo lungo la strada, che compie un’ampia curva attorno ai resti della fortezza, raggiungo finalmente un varco d’ingresso. Tra gli alberi, si distingue il tracciato dell’antica strada che conduceva al castello. Il primo elemento che si rivela ai miei occhi è una torre imponente, un tempo a guardia dell’entrata. Non mi avvicino troppo: la struttura è pericolante e sembra sul punto di crollare. Rispetto alle fotografie di qualche anno fa, gran parte della torre è andata perduta. Un crollo ha fatto precipitare le grandi pietre aggettanti che sorreggevano i merli, segno evidente del continuo degrado della fortezza.
Decido di esplorare il perimetro del castello. Giro attorno al torrione, ancora alto almeno tre piani, e scopro, tra le rovine, i resti sbiaditi di un antico affresco sopra l’arco d’ingresso. Quindi provo a cercare altre tracce dell’insediamento: qui sorgevano una chiesa e un ospedale, ma oggi di queste costruzioni rimane ben poco. La natura ha lentamente ripreso il suo spazio, ricoprendo ogni cosa. Il terreno è insidioso, e procedere con cautela è essenziale per evitare voragini, pozzi o cantine crollate che potrebbero rivelarsi pericolose.
Nel fitto del bosco, trovo i resti di una torre semicircolare, ampie sezioni di mura e numerosi cumuli di pietre, chiari segnali della fase finale di degrado del castello. Probabilmente, molte pietre sono state riutilizzate per costruire le case della nuova Geppa. Tuttavia, il progressivo spopolamento della zona ha contribuito all’abbandono del luogo, un fenomeno che purtroppo continua ancora oggi.
Verso la prossima meta
Dopo questa intensa esplorazione, decido di riprendere il cammino. Il mio viaggio non finisce qui: mi dirigo verso Paterno, la mia destinazione finale per questa avventura.



