Casali San Silvestro

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Blocco di pietra lavorata ai Casali San Silvestro

Scheda pratica

Alla ricerca dei Casali San Silvestro

La partenza da Scheggino e il primo tentativo

Nei primi giorni di sole di febbraio, decido di andare alla ricerca dei Casali San Silvestro, ispirato da un post di Sebastiano Torlini su Facebook. A Scheggino parcheggio sul piazzale sterrato vicino alla statale, attraverso la strada e mi dirigo verso una via asfaltata che sale ripida, diventando quasi subito una sterrata.

Giro a sinistra e seguo il sentiero 512, la strada delle Ferriere, che mi porta verso la cima del monte. Al primo tentativo sbaglio una svolta e mi ritrovo in un altro insediamento denominato Terria, nome che ancora si ritrova nel fosso sottostante. Dopo un rapido confronto con Sebastiano capisco di essere abbastanza fuori strada, tanto da dover rinunciare per quel giorno.

Il ritorno sul sentiero verso i Casali San Silvestro

Il giorno successivo riprovo l’approccio, stavolta con il prezioso tracciato GPS corretto. Il sentiero tende a perdersi in un tratto di erba alta, ma ritorna subito a essere chiaro. Il pianoro è ampio e pianeggiante, perfetto per un insediamento: qua e là si vedono terrazzamenti e i segni di antichi campi coltivati. Durante la salita ho il piacere di incontrare altri viandanti, stringo così amicizia con Francesco Raggetti, noto storico e documentarista che tanto ha scritto su questo territorio e da cui spesso ho tratto spunto per le mie escursioni.

Bisogna continuare ancora un po’ per arrivare a un casaletto quadrato, disposto su due piani: uno per le bestie e uno per le persone, come spesso si vede in queste zone. Il casale ha porte e finestre in mattoni e sembra essere stato utilizzato fino a pochi decenni fa. Facendo il giro della struttura, capisco che indica la parte finale del pianoro; da lì il terreno ridiscende verso un fossato.

Le vestigia del tempio e la Chiesa di San Silvestro

Da lì, il sentiero che piega leggermente a sinistra ci porta verso il tempio. Del sito si distinguono bene il podio e le pietre angolari squadrate. Poco lontano, giace a terra un grande architrave monolitico. Si notano tra i grandi conci i pochissimi resti della chiesa di San Silvestro.

Continuando il sentiero si giunge ad un altro casale dalla forma insolita, che ingloba numerose spoglie del tempio (i cui frammenti erano evidenti anche nel casaletto quadrato). Questa chiesa è particolare, ma gran parte è crollata. Non ho avuto il tempo di osservarla per bene: il mio obiettivo era trovare un anello che mi riconducesse a Scheggino senza dover ridiscendere verso il fondo valle.

Un belvedere inaspettato sulla Valnerina

Continuo il sentiero fino a un grande casale posto a sud dell’insediamento. È imponente e ben conservato. Passando tra l’edificio e le rocce, vedo che un sentiero evidente mi chiama al cammino; lascio nuovamente questi luoghi senza avergli dedicato tutto il tempo che meriterebbero.

Il sentiero non mi delude: ampio, chiaro e pulito, sembra ben mantenuto anche se non risulta sulle mappe, né ho trovato altre persone che lo abbiano percorso. Giunto a un pianoro erboso, intuisco che oltre certi cespugli debba esserci un punto panoramico. È lì che trovo l’ennesimo regalo: una vista stupenda su tutta la Valnerina, in entrambe le direzioni. Mi trovo proprio sopra l’insediamento e al centro di questo scoglio c’è un cippo, evidentemente scolpito da mano umana. Per me è indatabile, ma mi piace pensare sia antico quanto il tempio.

Deviazioni e scoperte: la torre di guardia e la cisterna

Decido che è il posto perfetto per una sosta. Riparto sperando che il sentiero segua la mia direzione, ma ovviamente non è così: volta bruscamente a destra puntando verso l’alto. Torno indietro cercando alternative, ma non ne trovo. Decido di proseguire per scoprire dove porti. Il sentiero circumnaviga il Monte Montecchio, passando accanto ai tronchi vuoti di immensi castagni secolari.

Punta verso Vallocchia, una direzione che mi porterebbe più vicino a Spoleto che alla mia macchina. Invece, mi ritrovo nel pianoro erboso che già incontrai nel sentiero che da Schioppo porta alla forra del Casco. Mi rassereno: so dove sono. Punto verso Raischio per velocizzare la marcia.

Cercando di tagliare, finisco davanti a un cancello invalicabile. Tento di scendere dritto verso Raischio, che vedo vicino, ma senza successo. Trovo però una sorpresa inaspettata: un cumulo di sassi ed edera che, a guardarlo bene, rivela la forma di una torre di guardia. Vedo la classica porta al secondo piano senza scala fissa e, facendo il giro, una seconda apertura più bassa che permette di accedere a un locale voltato, fresco e umido: una cisterna, tipica di queste torri.

Il rientro a Scheggino: una scelta di prudenza

Riparto per Raischio prendendo finalmente la strada giusta, che porta verso i ruderi della rocca di Castel Monte. Proseguo per un bel sentiero pianeggiante tra i pini e scendo verso il paese. Da Raischio imbocco con sicurezza una strada che però si riduce a un sentiero sconnesso. I cavi dell’alta tensione e la vegetazione rendono il passaggio faticoso, ma tornare indietro sarebbe troppo dispendioso.

Arrivo alla strada asfaltata per Schioppo. È tardi, ma vorrei vedere l’imbocco del sentiero a Collefabbri. Commetto l’ultimo errore: invece di seguire l’asfaltata, imbocco un sentiero tra orti abbandonati e terrazze che si perde nel nulla. Arrivo a una bella fonte, ma Collefabbri è troppo in basso rispetto a me.

Ormai è tardi per completare l’anello nel bosco. Nonostante avessi ancora 4 ore di luce, quando si viaggia soli la cautela è d’obbligo. Decido di tagliare per i campi, raggiungere l’asfaltata e puntare dritto verso Ceselli e poi Scheggino. Sono altri 6 km, ma li percorro in serenità e discesa. In un’ora e mezza sono alla macchina. Nonostante la stanchezza, sono qui a scrivere, sperando che questo racconto possa interessarvi.

Trekking Scheggino a Casali San Silvestro

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Il percorso parte dal parcheggio di Scheggino e sale per circa 3 km, con un dislivello di 500 metri, fino alle rovine dei Casali San Silvestro.

Da lì ho proseguito lungo l’evidente sentiero che porta al pianoro con la pineta, da cui si può continuare verso Vallocchia o ridiscendere verso la Valnerina.

Ho deciso di passare per Raischio e arrivare a Schioppo, con l’idea di chiudere l’anello lungo un sentiero che dovrebbe attraversare Collefabbri, passare poco sotto i Casali San Silvestro e ricongiungersi al percorso dell’andata. Per l’orario e per la batteria del GPS non sono riuscito a completare l’anello e ho preferito rientrare dal fondovalle, passando per Ceselli e poi Scheggino.
Per questo consiglio di non seguire l’ultimo tratto del tracciato, ma di prendere la strada asfaltata.

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