San Mamiliano

Insediamento fortificato intatto nel suo aspetto di castello. É ancora riconoscibile buona parte della cinta muraria con la porta di accesso e alcune torri tra le quali l’abside della chiesa di S. Biagio fiancheggiato dal mastio della rocca, divenuto poi convento.

San Mamiliano è un castello medievale fondato per difendere il territorio dalle incursioni saracene (IX sec). Divenne parte del sistema difensivo di S. Pietro in Valle e fu più volte conteso tra Ferentillo e Spoleto. Nel 1395 Spoleto vi stabilì una guarnigione e un castellano dopo aver invaso il territorio di Ferentillo che a quel tempo tentava la conquista di Montefranco e quindi l’invasione del territorio del Ducato Spoletino.

Map data: Google, Maxar Technologies
  • A – Porta di Ingresso
  • B – Piazza con pozzo e colonna del saraceno
  • C – Chiesa di S. Biagio
  • D – Mastio – Campanile
  • E – Borgo fuori porta
  • F – Strada per il convento di S. Giovanni
  • G – Parcheggio di arrivo. 

In bianco sono segnate approssimativamente le mura perimetrali.

Le mura e le vie interne

Un’unica via si snoda tra e sotto le case di San Mamiliano che dalla porta di ingresso arriva alla chiesa, nella parte più alta del castello.
Qui, sotto grandi archi di fondazione, si può ancora vedere il selciato originale con ciottoli levigati di fiume. Alcuni ingressi delle case, all’altezza del primo slargo, presentano un ponte che sovrasta le vie del paese.
Questi ponti erano anticamente in legno e potevano essere ritirati facilmente in caso di assedio, come estremo tentativo di difesa.

San Biagio

S. Biagio, chiesa del XIV sec. recentemente restaurata. All’interno alcuni affreschi decorano le nicchie laterali mentre sull’altare spicca il dipinto su tavola di Jacopo Siculo rappresentante Madonna ed i SS. Pietro e Giovanni, Biagio e Mamiliano. La torre campanaria è stata distrutta da un fulmine e recentemente ricostruita in legno. L’attuale facciata è datata 1531 come riporta la scritta nell’architrave.

Il dipinto di Jacopo Siculo venne restaurato alcuni anni fa, per questo motivo ne fu deciso il trasporto a Spoleto impedito però da una signora del paese che con tenacia impose che i lavori di restauro fossero effettuati all’interno della chiesa temendo, come purtroppo è successo in altri paesi vicini, che la pala d’altare non tornasse più a casa.

Piazza Jacopo Siculo

Questa piazzetta, nella metà superiore del paese, conserva dei segni di una valorizzazione urbana databili intorno al 1500, probabilmente coeva al rifacimento della facciata e degli interni della chiesa. Sotto ad un arco di fondazione ci sono i resti di una fontana e nel pozzo, al centro della piazza, un basamento scolpito con una colonna che porta le insegne di Ferentillo da cui pende la testa di un moro, chiaro segno di resistenza e lotta contro le invasioni saracene.

Le due fontane che troverete camminando lungo le vie del paese erano alimentate dal colmo dei pozzi sovrastanti.

Convento S. Giovanni

Lasciandosi alle spalle l’abside della chiesa e andando lungo la strada in salita, si raggiunge una casetta abbandonata (sulla sinistra) in prossimità di una curva a destra. Seguire il sentiero nel bosco che da lì ci porta al convento. Di quest’ultimo, nato inizialmente come eremo, rimangono poche tracce tra cui la chiesa e alcuni muri perimetrali; nascosto sotto gli alberi c’è anche un un pozzo non recintato.

Sentieri

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Riferimenti

Bibliografia

Sperandio B. Gentili L. Pacifici E. Luigi Fausti I Castelli e le Ville dell’Antico Contado e Distretto della Città di Spoleto

Toscano B., Giacché L., Ragni B., (1977), L’Umbria. Manuali per il territorio. La Valnerina. Il Nursino. Il Casciano, Roma, Edindustria

Ansano Fabbi Guida della Valnerina

Ringraziamenti

Gli abitanti di S. Mamiliano che mi hanno permesso di visitare l’interno della chiesa e mi hanno raccontato le storie del paese.

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